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Economia

Bonus Fotovoltaico 2023, operazione risparmio: come funziona e qual è il maxi sconto

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Damiano Mattana

Rinnovata la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali sul fotovoltaico anche nel 2023. Tre le possibilità di fruizione.

L’ultima Legge di Bilancio ha confermato il Bonus ristrutturazioni anche per il 2023, mettendo a disposizione dei contribuenti la possibilità di intervenire sul proprio immobile mantenendo il diritto a delle orme di sgravio fiscale.

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Interessante che proprio questa branca del quadro agevolativo italiano abbia trovato riscontro nella Manovra, segno evidente della volontà di mantenere la barra dritta sulle richieste europee nell’ottica dell’Agenda 2030. Sì, perché il bonus in questione è direttamente connesso alle strategie di risparmio energetico, vista l’opportunità di inserire gli interventi di impianto, installazione o aggiornamento di dispositivi ad hoc per l’ottimizzazione dei consumi domestici. In sostanza, il Governo ha rinnovato i bonus connessi sia al fotovoltaico che ai pannelli solari, mantenendo (e per certi ersi rafforzando) le precedenti disposizioni, che hanno posizionato i lavori di installazione in ambienti domestici nell’ambito della manutenzione ordinaria. L’efficientamento energetico resta quindi prioritario.

Il Bonus Fotovoltaico punta a ridurre il gap tra la spesa ingente e la necessità di adeguare i propri sistemi di consumo domestici alle esigenze di risparmio. Del resto, quello che ha fin qui in maggior parte renato l’adesione dei consumatori agli impianti di ottimizzazione energetica, era stato proprio l’esborso necessario. Il bonus, così come è stato pensato, permetterà di aderire alle procedure di detrazione fiscale o di sconto in fattura nell’ambito di interventi cosiddetti trainanti. Si fa riferimento, oltre al suddetto Bonus ristrutturazione, anche al Superbonus o all’Ecobonus, oltre che al cosiddetto Bonus accumulo fotovoltaico. In sostanza, non esiste un’agevolazione dedicata esclusivamente all’installazione degli impianti.

Bonus fotovoltaico, guida all’agevolazione: le misure per l’efficientamento energetico

L’inquadramento nel contesto della manutenzione ordinaria, ha largamente favorito le operazioni di installazione. Se non altro, per la possibilità di includere tali interventi in un contesto di ristrutturazione o di adeguamento energetico del proprio edificio, ottenendo una detrazione fiscale parallela a quella già prevista per i lavori trainanti. L’obiettivo, chiaramente, è quello di uniformare l’edificio alle iniziative di riduzione dei consumi, puntando sui pannelli solari o fotovoltaici come strumenti per abbassare i costi delle utenze in bolletta. In pratica, assorbendo sì in bolletta le spese sostenute per l’impianto dei sistemi ma, al contempo, beneficiando di una detrazione fiscale su quegli stessi costi. Al momento, il bonus in questione è alido in cinque regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e Puglia), con qualche divergenza tra le arie strategie di fruizione.

Le tre varianti del bonus

Il Bonus accumulo fotovoltaico, ad esempio, permette di ottenere un credito d’imposta sui versamenti effettuati per l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. In questo senso, sarà alido anche il cosiddetto “eolico domestico”. La condizione essenziale è che i versamenti in questione siano datati tra l’1 gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022, su un massimale di spesa pari a 3 milioni di euro. Per quel che riguarda il Bonus ristrutturazione, invece, scatterà una detrazione del 50% sugli interventi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, sulle parti comuni degli edifici residenziali, oltre che sulle singole unità immobiliari. L’importo detraibili potrà essere distribuito in 10 anni, con massimale di spesa pari a 96 mila euro.

Possibilità anche con il Superbonus che, nel 2023, consente una detrazione del 90% sugli interventi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza dal rischio sismico. Senza contare la presenza di un’IVA agevolata sull’acquisto degli impianti, fissata al 10% anziché al 22%.

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